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Nel panorama della medicina ortopedica veterinaria, la gestione dell'osteoartrite canina (OA) è passata da un approccio puramente palliativo a uno incentrato sulla modulazione biologica. Per oltre due decenni, l'applicazione clinica dei laser medicali si è evoluta da una curiosità di nicchia a un pilastro fondamentale della terapia multimodale. Quando si parla di Il miglior trattamento laser per l'artrite nei cani, dobbiamo guardare oltre l'effetto analgesico immediato. Il vero valore di classe iv terapia laser La sua capacità di alterare il “brodo tossico” dell'articolazione artritica, ovvero le citochine pro-infiammatorie, gli enzimi e i prodotti di scarto del metabolismo che perpetuano la degradazione della cartilagine.
Mentre molti proprietari di animali domestici incontrano terapia a luce rossa canina sotto forma di tappetini a LED o di puntatori portatili, questi strumenti spesso non riescono ad affrontare le complesse sfide architettoniche dell'articolazione canina. L'OA cronica non coinvolge solo la superficie della pelle, ma comprende il rimodellamento dell'osso subcondrale, l'ispessimento della sinoviale e la fibrosi periarticolare. Per raggiungere queste strutture, il medico ha bisogno della coerenza e della densità di potenza che si trova solo in laserterapia di classe iv (comunemente citato in letteratura anche come laserterapia di classe 4).
Per capire perché un laser di classe IV riesce dove la terapia a luce rossa basata sui LED fallisce, dobbiamo analizzare il liquido sinoviale. In un'articolazione sana, la sinovia produce acido ialuronico, che fornisce lubrificazione e assorbimento degli urti. In un'articolazione artritica, questo ambiente diventa acido e pieno di matrici metalloproteinasi (MMP) che dissolvono attivamente il collagene.
La fotobiomodulazione (PBM) agisce introducendo fotoni in questo ambiente per innescare un “reset metabolico”. Quando la luce laser ad alta intensità, specificamente nella gamma da 810 nm a 980 nm, raggiunge la membrana sinoviale, interagisce con i mitocondri dei sinoviociti. Questa interazione stimola la produzione di Adenosina Trifosfato (ATP) e modula l'espressione dei mediatori infiammatori. A differenza di terapia a luce rossa canina, L'elevata potenza di uscita di un sistema di Classe IV garantisce che un “flusso di fotoni” sufficiente raggiunga lo spazio intra-articolare per inibire la produzione di Prostaglandina E2 (PGE2) e di Cicloossigenasi-2 (COX-2), le stesse vie bersaglio dei FANS sistemici, ma senza i rischi renali o epatici.
Una domanda frequente in ambito clinico è se “più potenza” significhi semplicemente “più calore”. Nel contesto di laserterapia di classe iv, La potenza è il veicolo della profondità. In un cane di 40 kg con displasia dell'anca, il tessuto bersaglio - l'acetabolo e la testa del femore - è spesso sepolto sotto 4-6 centimetri di denso muscolo gluteo e tessuto adiposo.
Il fenomeno della “dispersione dei fotoni” prevede che la luce, entrando nei tessuti biologici, si disperda e perda intensità secondo la legge del quadrato inverso. Un laser da 500 mW (Classe IIIb) perde la sua efficacia terapeutica molto prima di raggiungere la capsula articolare di un cane di grossa taglia. Un laser di Classe IV, funzionante a 10W o 15W, fornisce la “forza motrice” necessaria a garantire che, anche dopo la dispersione e l'assorbimento da parte di pelo e pelle, l'energia rimanente alla profondità del bersaglio sia ancora all'interno della finestra terapeutica di 4-10 Joule per centimetro quadrato. Questa è la differenza tra un trattamento superficiale e un intervento clinico in profondità.
Background del paziente
Valutazione e diagnosi iniziale
All'esame clinico, Rex presentava un grave “buttress mediale” (ispessimento dell'articolazione della zampa), un segno positivo del cassetto craniale e un punteggio di dolore di 3,5/4 sulla Glasgow Composite Measure Pain Scale. Le radiografie hanno confermato una malattia degenerativa delle articolazioni (DJD) avanzata con una significativa formazione di osteofiti sulla rotula e sul piatto tibiale.
Parametri di trattamento (protocollo multifase di classe IV)
L'obiettivo era quello di ridurre il carico infiammatorio intra-articolare e facilitare la riabilitazione muscolo-scheletrica canina attraverso un protocollo di classe IV ad alto dosaggio.
| Fase | Impostazione/Frequenza | Dosaggio/Lunghezza d'onda | Motivazione |
| Settimana 1: Induzione | 3 sessioni a settimana | 10 J/cm2 @ 980nm/810nm | Concentrarsi sul controllo immediato del dolore e sulla riduzione dell'edema. |
| Settimana 2: Transizione | 2 sessioni a settimana | 12 J/cm2 @ 810nm (pulsato) | Concentrarsi sulla produzione di ATP e sulla riparazione cellulare. |
| Settimana 3: Manutenzione | 1 sessione/settimana | 15 J/cm2 @ 1064nm/810nm | Penetrazione mirata dei tessuti profondi e rimodellamento cronico. |
| Tecnica | Senza contatto, a scansione | 12 Watt di potenza di picco | Movimento continuo per evitare picchi termici. |
Tabella dei parametri clinici
| Componente | Specifiche |
| Area di destinazione | Articolazione della zampa destra (aspetti mediale, laterale e craniale) |
| Lunghezza d'onda 1 | 810nm (picco di assorbimento per la citocromo C ossidasi) |
| Lunghezza d'onda 2 | 980nm (assorbimento dell'acqua per la circolazione/analgesia) |
| Frequenza | 5.000 Hz (modalità pulsata) per i primi 3 minuti |
| Energia totale | 3.500 Joule per sessione |
| Tempo di applicazione | 6 minuti e 30 secondi |
Recupero e osservazioni post-trattamento
Conclusione finale
Questo caso evidenzia che per i pazienti “refrattari” che non tollerano o non rispondono più alla farmacologia tradizionale, la terapia laser di classe iv offre una via biologica alla guarigione. Con l'erogazione di 3.500 Joule per sessione, abbiamo raggiunto un livello di modificazione della sinoviale fisicamente impossibile con sistemi di potenza inferiore.
Per massimizzare l'efficacia di un programma laser, è necessario integrare i concetti di fotobiomodulazione veterinaria, riabilitazione muscolo-scheletrica canina, e Gestione non invasiva del dolore articolare.
Il termine “terapia laser” sta diventando obsoleto a favore di “fotobiomodulazione”. Questa transizione riflette una comprensione più profonda dell'interazione luce-tessuti. La V-PBM non riguarda solo il calore, ma anche la risposta fotochimica. Utilizzando laser di classe IV, stiamo essenzialmente eseguendo una “farmacologia basata sulla luce”, in cui la dose di fotoni è calcolata con la stessa precisione di una dose di antibiotico.
La laserterapia è il ponte per una riabilitazione di successo. Un cane artritico spesso entra in un “ciclo di disuso”: l'articolazione fa male, quindi il cane si muove meno, portando all'atrofia muscolare, che destabilizza ulteriormente l'articolazione. Utilizzando Trattamento laser per l'artrite nei cani, interrompiamo questo circolo vizioso. L'immediato sollievo dal dolore permette al cane di dedicarsi a esercizi terapeutici, come i cavaletti o le passeggiate lente, che sono essenziali per mantenere la massa muscolare e la stabilità articolare.
Con l'invecchiamento della popolazione canina, la “polifarmacia” (l'uso di più farmaci) diventa un problema. Molti cani anziani assumono già farmaci per malattie cardiache o disfunzioni cognitive. Laserterapia di classe 4 offre un'alternativa completamente non invasiva e priva di farmaci per la gestione del dolore articolare. Non sollecita i reni o il fegato e rappresenta la strategia “a lungo termine” ideale per i pazienti geriatrici che necessitano di un supporto a vita.
Mentre gli 810 nm e i 980 nm sono gli standard del settore, l'inclusione di una lunghezza d'onda di 1064 nm in alcuni sistemi avanzati di Classe IV offre un vantaggio clinico unico. La lunghezza d'onda di 1064 nm ha un tasso di assorbimento della melanina e dell'emoglobina ancora più basso rispetto a 980 nm, consentendo di penetrare più in profondità nelle grandi masse muscolari di razze come gli alani o i mastini. Nel trattamento dell'artrite spinale (spondilosi) o dell'OA profonda dell'anca, questa lunghezza d'onda agisce come una “sonda a penetrazione profonda”, garantendo che il centro dell'articolazione riceva una dose terapeutica di fotoni.
Uno dei vantaggi clinici più significativi di laserterapia di classe iv è la “dose-rata”. In medicina veterinaria, la compliance del paziente è fondamentale. Un cane dolorante o ansioso non tollererà una sessione di 30 minuti in cui una sonda viene tenuta contro la sua pelle.
I laser di classe IV erogano una dose elevata (Joule al secondo). Ciò significa che il medico può eseguire un trattamento completo e multiarticolare in meno di 15 minuti. Questa velocità consente di trattare il “dolore compensatorio”. Ad esempio, un cane con una lesione alla zampa sinistra svilupperà inevitabilmente dolore nell'arto anteriore destro a causa dello spostamento del peso. Un sistema di Classe IV consente al tecnico di trattare sia la lesione primaria che i siti di compensazione in un'unica sessione, con un tasso di successo molto più elevato nel miglioramento generale della mobilità.
D: Perché la “Classe IV” è specificamente raccomandata per l'artrite rispetto alle altre classi?
R: L'artrite è una patologia dei tessuti profondi. I laser di classe IV forniscono la potenza necessaria per superare la dispersione della luce da parte del pelo e dei tessuti molli del cane, garantendo che un numero terapeutico di fotoni raggiunga la capsula articolare e l'osso subcondrale.
D: La laserterapia può essere utilizzata insieme ai FANS o agli integratori per le articolazioni?
R: Assolutamente sì. Anzi, spesso è più efficace come parte di un piano multimodale. La laserterapia può spesso consentire una riduzione del dosaggio dei FANS, che è un obiettivo importante nella cura dei cani anziani.
D: Il trattamento laser di classe IV ha effetti collaterali?
R: Se eseguito da un professionista esperto che utilizza la tecnica di scansione corretta, non ci sono praticamente effetti collaterali negativi. La “reazione” più comune è un periodo di profondo rilassamento durante il trattamento e una leggera rigidità “di rimbalzo” 12-24 ore dopo, quando i marcatori infiammatori vengono espulsi dall'articolazione.
D: La “terapia della luce rossa canina” a casa è un buon sostituto delle sedute in clinica?
R: Sebbene la luce rossa (LED) per uso domestico possa essere un valido strumento di supporto per la salute della pelle o per il rilassamento muscolare superficiale, non ha la “portata” necessaria per trattare le strutture interne di un'articolazione artritica. Deve essere considerata un'integrazione e non una sostituzione della terapia laser di classe IV di livello clinico.
L'applicazione clinica di Trattamento laser per l'artrite nei cani ha superato l'era dell“”aspettare e vedere". Ora abbiamo le prove radiologiche e biochimiche che dimostrano che la terapia della luce ad alta intensità cambia la traiettoria della malattia articolare. Adottando laserterapia di classe iv come standard di cura, stiamo offrendo ai nostri pazienti canini più di una semplice riduzione del dolore; stiamo offrendo loro una rinascita metabolica delle loro articolazioni. Man mano che continuiamo a perfezionare i nostri protocolli e a comprendere le sfumature della lunghezza d'onda e della dose, il laser rimarrà lo strumento più potente e non invasivo nella cassetta degli attrezzi dell'ortopedia veterinaria.
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