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Nella traiettoria della chirurgia vascolare, poche innovazioni hanno soppiantato uno standard di cura secolare con la stessa rapidità. Ablazione laser endovenosa (EVLT). Per decenni, l'highligation e lo stripping sono state le brutali necessità per il trattamento dell'insufficienza venosa cronica (CVI). Oggi il paradigma si è spostato completamente sull'ablazione termica. In qualità di ingegneri clinici e specialisti di laser medicali, riconosciamo che l'efficacia della EVLT non è più una questione di “se” funziona, ma di “come” ottimizzarla. La conversazione si è spostata dalla semplice occlusione alla fisica sfumata dei coefficienti di assorbimento dell'acqua, in particolare la predominanza del Trattamento laser delle vene a 1470 nm combinata con la tecnologia di emissione radiale. Questo articolo serve come dossier tecnico per i chirurghi vascolari e i direttori di clinica che intendono aggiornare i loro protocolli di flebologia.
L'obiettivo fondamentale della EVLT è quello di fornire un'energia termica sufficiente alla parete della vena per provocare la contrazione irreversibile del collagene e la distruzione dell'endotelio, con conseguente fibrosi ed eventuale assorbimento della vena. Tuttavia, la cromoforo target determina il profilo degli effetti collaterali.

Le prime generazioni di EVLT utilizzavano lunghezze d'onda di 810nm, 940nm o 980nm. Queste lunghezze d'onda mirate emoglobina.
I protocolli moderni sostengono la Lunghezza d'onda 1470nm.
Il dispositivo laser è il motore, ma la fibra è il pneumatico e determina il modo in cui la potenza raggiunge la strada.
Per illustrare la precisione procedurale dei moderni sistemi laser a diodi, presentiamo un caso di presentazione standard ma sintomatico di insufficienza venosa.
Profilo del paziente:
Strategia di trattamento:
Ablazione laser endovenosa (EVLT) con un laser a diodi da 1470 nm con una fibra radiale da 600 micron in anestesia tumorale.
Parametri procedurali:
| Parametro | Impostazione / Valore | Motivazione |
| Lunghezza d'onda | 1470 nm | Mira all'acqua nella parete della vena per una coagulazione delicata. |
| Potenza | 6 Watt (onda continua) | Per i 1470 nm è sufficiente una potenza inferiore rispetto ai 12-15 W utilizzati per i 980 nm. |
| Velocità di richiamo | 1 mm al secondo | Fondamentale per l'erogazione costante di energia. |
| LEED (densità energetica endovenosa lineare) | 70 Joule/cm | Calcolato in base al diametro della vena (circa 8-10 J/cm per mm di diametro). |
| Energia totale | ~2800 Joule | Per una lunghezza trattata di 40 cm. |
| Anestesia | Tumescente (soluzione salina + lidocaina + epinefrina) | Crea un “dissipatore di calore” per proteggere il tessuto circostante e comprime la vena sulla fibra. |
Fasi intraoperatorie:
Recupero post-operatorio:
Conclusione clinica:
L'uso di 1470 nm ha evitato il “cording” e gli ematomi tipicamente associati alle vecchie ablazioni ad alta temperatura. Il paziente non ha avuto tempi di inattività, evidenziando i vantaggi dell'ablazione laser endovenosa rispetto allo stripping chirurgico.
Per un centro vascolare, il passaggio alla EVLT d'ufficio è una delle mosse strategiche più redditizie.
Nel mercato statunitense, il prezzo di rimborso o il prezzo in denaro per Trattamento laser delle vene a 1470 nm varia in modo significativo, ma mantiene margini elevati.
Se una clinica esegue solo 2 procedure a settimana, l'investimento in capitale del dispositivo viene spesso recuperato entro 2 mesi. Inoltre, l'alto tasso di soddisfazione dei pazienti genera un forte passaparola, riducendo le spese di marketing.
Quando si acquista un laser per flebologia, le specifiche sono fondamentali.
L'era dello stripping venoso è effettivamente finita. L'ablazione laser endovenosa rappresenta l'apice della chirurgia minimamente invasiva, dove la fisica incontra la fisiologia per risolvere un problema meccanico con precisione termica. Per il medico, la combinazione di Tecnologia 1470nm e fibre radiali offre una procedura riproducibile, sicura e altamente redditizia. Per il paziente, offre una cura walk-in, walk-out per una condizione cronica debilitante. Noi di Fotonmedix progettiamo i nostri sistemi per colmare questo divario, assicurando che la tecnologia nella vostra mano corrisponda all'abilità nelle vostre dita.
D1: Come si colloca la EVLT rispetto alla scleroterapia?
La EVLT è il gold standard per il trattamento delle vene del tronco sottostante (come la GSV) che causano le varicosità. La scleroterapia (iniezione chimica) viene generalmente utilizzata per le vene tributarie visibili e superficiali o per le vene a ragno dopo che il tronco principale è stato chiuso con il laser. I due interventi sono complementari, non si escludono a vicenda.
D2: Il laser a 1470 nm serve solo per le vene?
Sebbene il 1470nm sia lo “specialista delle vene”, il suo elevato assorbimento di acqua lo rende eccellente anche per altri interventi sui tessuti molli, come la PLDD (Percutaneous Laser Disc Decompression) nella colonna vertebrale o le procedure otorinolaringoiatriche, in quanto vaporizza i tessuti con un sanguinamento minimo.
D3: Qual è il rischio di TVP con il trattamento laser?
Il rischio è estremamente basso (<1%) se si seguono i protocolli corretti. Per ridurre questo rischio, i pazienti sono incoraggiati a camminare subito dopo la procedura per stimolare il flusso sanguigno nelle vene profonde e la punta del laser viene tenuta a una distanza di sicurezza dalla giunzione venosa profonda.
D4: La vena trattata può ricrescere?
Il segmento di vena trattato è permanentemente fibroso e assorbito dall'organismo. Tuttavia, poiché la malattia venosa è cronica, nuove vene possono diventare incompetenti nel tempo (recidiva), richiedendo una valutazione futura.
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